E’ conosciuta come la Legge sul Dopo di Noi, ma il suo vero nome è legge 112 del 2016 e il suo obiettivo è permettere che nascano tutte le misure di assistenza, cura e protezione necessarie alle persone con disabilità senza sostegno familiare. Se ne è parlato in un convegno che si è svolto a Bologna, organizzato dalla Conferenza episcopale italiana.

Agire non solo per chi soffre ma con chi soffre. E’ questo l’impegno pastorale che ha spinto la responsabile Cei del settore per la catechesi delle persone disabili, suor Veronica Donatello, a promuovere il seminario di studio sulla legge 112, conosciuta anche come legge sul “dopo di noi”. L’obiettivo dichiarato è quello di fornire un’occasione di formazione per quanti nelle comunità ecclesiali e nelle associazioni operano per i diritti delle persone con disabilità nella convinzione che la conoscenza delle misure di assistenza cura e protezione introdotte da questa nuova legge nel 2016 permetta soprattutto ai familiari di persone con disabilità di poter vivere serenamente il “dopo di noi” e di poter far godere ai loro familiari disabili un accompagnamento dignitoso anche quando il sostegno famigliare verrà meno.

Con la firma dell’accordo quadro tra Inps e Consulta nazionale dei Caf è stata revocata la sospensione del servizio Isee. I Caf avevano ricevuto la solidarietà, manifestata anche attraverso il #Cafday, ma anche raccolto la preoccupazione di coloro che avrebbero subito un danno economico. In particolare, le fasce più deboli. La disponibilità dell’Inps ad aumentare di sei milioni di euro il plafond di spesa per l’attività Isee e quella dei Caf ad accettare una tariffa comunque inferiore al costo sostenuto, proprio per la funzione sociale attribuita a questo strumento, permette di mantenere il servizio gratuito verso i richiedenti Isee.

«La firma dell’accordo quadro tra Inps e Consulta nazionale dei Caf ha permesso di arrivare alla revoca della sospensione di un servizio, Isee, molto attesa dai cittadini». Lo si legge in una nota della Consulta dei Centri di assistenza fiscale che «in tutta Italia avevano ricevuto una significativa espressione di solidarietà, manifestata anche attraverso il #Cafday, iniziativa promossa lo scorso 10 maggio dalla Consulta dei Caf, ma anche raccolto la preoccupazione di coloro che avrebbero subito, oltre a un’ingiustizia, un notevole danno economico». Anche sulla spinta di questa solidarietà, che lega gli stessi operatori dei Caf ai cittadini, la Consulta nazionale «si è impegnata fino in fondo insieme all’Inps, nella ricerca di soluzioni reali. La disponibilità dell’Istituto di previdenza sociale ad aumentare di sei milioni di euro il plafond di spesa per l’attività Isee e quella dei Caf ad accettare una tariffa comunque inferiore al costo sostenuto, proprio per la funzione sociale attribuita a questo strumento, permette di mantenere il servizio gratuito verso i richiedenti Isee». I Caf, che fino ad oggi non hanno mai sospeso il servizio, «continueranno a fornirlo con la vicinanza e l’assistenza necessarie, in tutto il Paese», si legge infine.